Ciao a tutte! Con questo caldo umido è facile che compaiano brufoletti dovuti allo sporco e alle tossine che accumuliamo nel nostro organismo ogni giorno. Io spero che nessuna di voi abbia ceduto alla tentazione di premerli nel tentativo di farli passare più in fretta; è una pratica scorretta che genera spesso piccole infezioni, ematomi e macchie. Se però, nonostante la buona volontà, avete esaurito la pazienza di attendere la naturale guarigione e ora vi ritrovate con macchie e cicatrici piuttosto antiestetiche, non disperate, il rimedio c'è e ora ne parliamo.
Innanzitutto, bisogna distinguere tra tre tipi di macchie post-brufolo:
- macchia rosso/vinaccia. Significa che la pelle è ancora infiammata e servono prodotti lenitivi. Ottime le toccature con lozioni di camomilla o di rosa mosqueta, specie se fatte di sera a viso pulito e prima di andare a dormire, momento in cui la pelle si rigenera più facilmente. Importante proteggere le aree infiammate con uno stick solare ad alta protezione durante il giorno, sotto l'idratante abituale; se lo si fa subito e con costanza, si eviterà che i raggi solari stimolino la produzione di melanina e che la macchia scurisca.
- macchia bruna a rilievo: significa che c'è stato un accumulo di sangue. Il sangue contiene ferro e quindi serve qualcosa che sciolga il grumo, chimicamente un "chelante". Ottima la vitamina C in forma di crema o in soluzione (le farmacie galeniche ve la preparano senza difficoltà), ma vanno bene anche gli esfolianti delicati da usare una volta a settimana senza strofinare furiosamente (la vostra pelle è seta e come tale va trattata). Vale lo stesso discorso fatto prima per la protezione solare.
- macchia bruna liscia: è il caso più seccante, quello del melasma. Significa che i melanociti si sono attivati al massimo e qualunque crema schiarente non serve se prima non vengono "calmate" queste cellule iperattive. Di solito consigliano le creme schiarenti ma servono a poco se non si usa una protezione per evitare l'ulteriore attivazione dei pigmenti. La protezione va usata tutti i giorni, anche se vi sembra che non ci sia sole perchè i raggi malefici filtrano lo stesso e fanno i loro danni.
In tutti questi casi la cura è lunga e richiede molta pazienza ma vi assicuro che i risultati ci sono. Se fatta bene, la macchia arriva a sparire del tutto e la pelle torna chiara come prima. Ovviamente, nei casi più gravi, potrebbe toccare di accontentarsi di un forte schiarimento, ma andrebbe già bene, no? Ricordate che più tempo passa, più sarà difficile recuperare la situazione e tornare alla normalità. Il sole certamente non aiuta, quindi sarebbe meglio iniziare la cura in primavera, quando i raggi sono meno cattivi e non si sta in spiaggia; ma se non si può, non si può. Almeno, durante le ore più calde della giornata, ricordate di proteggere bene la pelle e magari usate un bel cappello che è anche di gran moda. La vostra pelle è l'unica che avrete mai e quindi dovete cercare di mantenerla al meglio il più a lungo possibile; è una questione di salute prima ancora che di estetica.
Occhio e a presto
La Fragola Matta
Vivere meglio? Si può! Piccoli trucchi quotidiani per evitare le insidie nascoste in cibi, cosmetici e quanto ci circonda.
sabato 14 luglio 2012
mercoledì 27 giugno 2012
Il (finto) miracolo delle ascelle profumose
Ciao a tutte! Col caldo, si sa, deodorarsi diventa un must ma non sempre i prodotti sul mercato fanno il loro dovere; ecco quindi spuntare come funghi soluzioni apparentemente miracolose che promettono ascelle a prova di annusata in qualunque momento della giornata. Nel caso in questione, si tratta di una marca piuttosto famosa che dice di aver trovato una formula che trasforma addirittura il sudore in profumo. Tocca vederci chiaro.
Innanzitutto: se vi state chiedendo se sia davvero possibile, rispondo subito di no. La molecola che dovrebbe operare il miracolo appartiene alla famiglia delle ciclodestrine, zuccheri a forma di anello con una parte esterna idrofila e una interna idrofoba. Questo le rende atte a trattenere l'acqua e quindi ad essere solubili. Per questo motivo sono state ampiamente usate nella preparazione di medicinali e solo recentemente si è notato che, spruzzate sui TESSUTI riescono a intrappolare le molecole responsabili dei cattivi odori se hanno base acquosa impedendone l'evaporazione e quindi la percezione. Tutto qui. Non possono in nessun caso trasformarli in profumo, non c'è alcun modo di farlo. La trovata commerciale è geniale dal punto di vista del marketing, ma non è vera.
Tra l'altro, sulla pelle le cose cambiano parecchio. La nostra pelle è un tessuto particolare, vivente, che cambia continuamente le sue condizioni nell'arco della giornata. Ammesso che questi zuccheri riescano a inglobare il cattivo odore, bisognerebbe poi spruzzarli di continuo se si suda tanto e l'applicazione mattutina potrebbe non bastare; chiaro che questa soluzione è impraticabile. Il cattivo odore del sudore è dovuto alla presenza di batteri presenti sulla pelle, batteri che ci proteggono dalle aggressioni di agenti potenzialmente pericolosi; essi degradano il sudore e il prodotto finale è, diciamolo senza mezze misure, una certa puzzetta. Il modo migliore per tenerla a bada è un'ottima igiene quotidiana senza prodotti aggressivi, la depilazione (anche col rasoio, niente di traumatico) e un deodorante delicato che non alteri il ph "sballando" i batteri. Altro purtroppo non si può fare e se l'odore personale risulta comunque forte è perchè la pelle magari è un pò più acida e tocca tenersela e imparare a conviverci ala meglio. Non ci sono ricette miracolose, non fatevi ingannare dall'ennesima sciocca pubblicità.
Occhio e a presto
La Fragola Matta
Innanzitutto: se vi state chiedendo se sia davvero possibile, rispondo subito di no. La molecola che dovrebbe operare il miracolo appartiene alla famiglia delle ciclodestrine, zuccheri a forma di anello con una parte esterna idrofila e una interna idrofoba. Questo le rende atte a trattenere l'acqua e quindi ad essere solubili. Per questo motivo sono state ampiamente usate nella preparazione di medicinali e solo recentemente si è notato che, spruzzate sui TESSUTI riescono a intrappolare le molecole responsabili dei cattivi odori se hanno base acquosa impedendone l'evaporazione e quindi la percezione. Tutto qui. Non possono in nessun caso trasformarli in profumo, non c'è alcun modo di farlo. La trovata commerciale è geniale dal punto di vista del marketing, ma non è vera.
Tra l'altro, sulla pelle le cose cambiano parecchio. La nostra pelle è un tessuto particolare, vivente, che cambia continuamente le sue condizioni nell'arco della giornata. Ammesso che questi zuccheri riescano a inglobare il cattivo odore, bisognerebbe poi spruzzarli di continuo se si suda tanto e l'applicazione mattutina potrebbe non bastare; chiaro che questa soluzione è impraticabile. Il cattivo odore del sudore è dovuto alla presenza di batteri presenti sulla pelle, batteri che ci proteggono dalle aggressioni di agenti potenzialmente pericolosi; essi degradano il sudore e il prodotto finale è, diciamolo senza mezze misure, una certa puzzetta. Il modo migliore per tenerla a bada è un'ottima igiene quotidiana senza prodotti aggressivi, la depilazione (anche col rasoio, niente di traumatico) e un deodorante delicato che non alteri il ph "sballando" i batteri. Altro purtroppo non si può fare e se l'odore personale risulta comunque forte è perchè la pelle magari è un pò più acida e tocca tenersela e imparare a conviverci ala meglio. Non ci sono ricette miracolose, non fatevi ingannare dall'ennesima sciocca pubblicità.
Occhio e a presto
La Fragola Matta
giovedì 14 giugno 2012
Ancora notizie sul sole
Ciao a tutte! Proprio oggi ho sentito di due notizie molto interessanti e ve le propongo per una riflessione.
Notizia numero 1: a quanto pare, gli autoabbronzanti possono essere molto nocivi per la salute, e questo a causa proprio della molecola che fa colorare la pelle, il diidrossiacetone. Ora, che l'acetone in tutti i suoi composti faccia male, non c'era certo bisogno che ce lo dicessero ben 10 università americane. E' un prodotto di scarto del nostro metabolismo che viene naturalmente eliminato con l'urina e, quando non succede, si sta piuttosto male e tocca curarsi. Ma a questo punto io faccio due obiezioni:
- obiezione 1: un buon autoabbronzante dura almeno 3 settimane, quindi la quantità assorbita non è esagerata. Mi sembra assurdo fare un tale casino per questo e non pensare a quanto acetone assorbono le nostre unghie quando cambiamo lo smalto, cosa che avviene molto più frequentemente.
obiezione 2: perchè invece non viene detto niente sulla pericolosità della paraffina liquida che è in moltissime creme di uso quotidiano e in un famoso olio per bambini, e che è riconosciutamente cancerogena essendo un derivato del petrolio? O sulla pericolosità del trucco minerale che viene respirato o sul biossido di titanio (metallo pesante, terribile) presente in tutte le creme solari? Il 90% dei cosmetici in commercio è un attentato alla salute e ben venga l'allarmismo, ma allora facciamolo per bene, a 360 gradi e vivremo tutti meglio.
Notizia numero 2: arrivano novità dalla Food and Drug Administration che prima o poi devono essere adottate anche in Europa. In America le creme solari devono adeguarsi allo standard "broad spectrum", il che significa che il grado di protezione dai raggi UVA (che creano rughe e tumori) e dagli UVB (che provocano scottature) deve essere pari. In Europa vale ancora il rapporto 1:3, il che significa, per esempio, che a una protezione 15 dagli UVB corrisponde un solo 5 dagli UVA. Ci si potrebbe chiedere: ma possono farlo, visti i rischi connessi a 'sti maledetti UVA? Risposta: certo che si, se la cavano scrivendo sui flaconi che esporsi al sole provoca il cancro e si sentono la coscienza a posto. Così possono evitare per un altro anno di rivedere la catena di produzione e continuare a fare soldi (letteralmente) sulla nostra pelle.
Non so cosa dirvi per proteggervi al meglio. Sapete come la penso: è inutile comprare creme che superano il fattore di protezione 20/25 e l'unica è non esporsi nelle ore più pericolose, coprendosi con tessuti leggeri per mettere una barriera fisica (la più efficace) tra noi e il sole. Per quello che mi riguarda, io meno sole vedo e meglio sto, non amo le abbronzature "selvagge" e penso che una leggera tinta dorata sia il migliore regalo che possiamo fare alla nostra salute presente e futura.
Occhio e a presto
La Fragola Matta
Notizia numero 1: a quanto pare, gli autoabbronzanti possono essere molto nocivi per la salute, e questo a causa proprio della molecola che fa colorare la pelle, il diidrossiacetone. Ora, che l'acetone in tutti i suoi composti faccia male, non c'era certo bisogno che ce lo dicessero ben 10 università americane. E' un prodotto di scarto del nostro metabolismo che viene naturalmente eliminato con l'urina e, quando non succede, si sta piuttosto male e tocca curarsi. Ma a questo punto io faccio due obiezioni:
- obiezione 1: un buon autoabbronzante dura almeno 3 settimane, quindi la quantità assorbita non è esagerata. Mi sembra assurdo fare un tale casino per questo e non pensare a quanto acetone assorbono le nostre unghie quando cambiamo lo smalto, cosa che avviene molto più frequentemente.
obiezione 2: perchè invece non viene detto niente sulla pericolosità della paraffina liquida che è in moltissime creme di uso quotidiano e in un famoso olio per bambini, e che è riconosciutamente cancerogena essendo un derivato del petrolio? O sulla pericolosità del trucco minerale che viene respirato o sul biossido di titanio (metallo pesante, terribile) presente in tutte le creme solari? Il 90% dei cosmetici in commercio è un attentato alla salute e ben venga l'allarmismo, ma allora facciamolo per bene, a 360 gradi e vivremo tutti meglio.
Notizia numero 2: arrivano novità dalla Food and Drug Administration che prima o poi devono essere adottate anche in Europa. In America le creme solari devono adeguarsi allo standard "broad spectrum", il che significa che il grado di protezione dai raggi UVA (che creano rughe e tumori) e dagli UVB (che provocano scottature) deve essere pari. In Europa vale ancora il rapporto 1:3, il che significa, per esempio, che a una protezione 15 dagli UVB corrisponde un solo 5 dagli UVA. Ci si potrebbe chiedere: ma possono farlo, visti i rischi connessi a 'sti maledetti UVA? Risposta: certo che si, se la cavano scrivendo sui flaconi che esporsi al sole provoca il cancro e si sentono la coscienza a posto. Così possono evitare per un altro anno di rivedere la catena di produzione e continuare a fare soldi (letteralmente) sulla nostra pelle.
Non so cosa dirvi per proteggervi al meglio. Sapete come la penso: è inutile comprare creme che superano il fattore di protezione 20/25 e l'unica è non esporsi nelle ore più pericolose, coprendosi con tessuti leggeri per mettere una barriera fisica (la più efficace) tra noi e il sole. Per quello che mi riguarda, io meno sole vedo e meglio sto, non amo le abbronzature "selvagge" e penso che una leggera tinta dorata sia il migliore regalo che possiamo fare alla nostra salute presente e futura.
Occhio e a presto
La Fragola Matta
mercoledì 6 giugno 2012
Vi piacciono gli autoabbronzanti?
Ciao a tutte! State andando al mare? Siete già abbronzate? Per le più modaiole di voi, sappiate che la tendenza di quest'anno è per una abbronzatura appena dorata, niente di eccessivo che ormai fa contadino ed è sintomo di scarsa attenzione verso la propria salute. Per chi volesse un'alternativa al bianco-mozzarellina delle nostre città senza andare al mare, ci sono sempre le creme autoabbronzanti. E vediamo cosa sono.
Questi prodotti contengono una sostanza che colora gradualmente la pelle senza attivare però la melanina e quindi senza fornire una protezione ovemai ci si mettesse al sole. Ecco perchè è in ogni caso necessario usare protezioni solari come se si fosse bianche! Per usare al meglio gli autoabbronzanti è necessaria una procedura precisa, così da non trovarsi con un colorito poco uniforme o con antiestetiche macchie. E vediamo come funziona:
- innanzitutto, esfoliare bene specie gomiti e ginocchia. Evitate gli esfolianti oleosi perchè possono interagire con l'autoabbronzante e vanificare tutto. Lo scopo è di rendere la pelle molto liscia, in modo da permettere all'autoabbronzante di essere efficace.
- applicare il prodotto. Usate dei guanti perchè le mani possono rimanere macchiate e iniziate sempre dai piedi risalendo verso il collo. Le formule in commercio sono molte; io trovo particolarmente comode quelle in mousse. Poi aspettate che si asciughi bene prima di rivestirvi (niente fretta, mi raccomando!) e, se proprio volete accelerare un po' le cose, usate il phon a calore moderato.
- idratate!! Più la pelle è idratata, più a lungo reggerà l'effetto dell'autoabbronzante e avrà un aspetto sano. Se poi volete davvero esagerare, usate un olio o una crema con particelle luminose e sembrerete delle dee.
Non dimenticate collo e viso; valgono le stesse precauzioni usate per il corpo, ma non gli stessi prodotti perchè la pelle del viso è molto più sottile e delicata. Due regole fondamentali: non idratare prima di mettere l'autoabbronzante perchè può diluire il colore e non usare creme che contengono retinolo o alfaidrossiacidi perchè interferiscono con i pigmenti. Iniziate dal centro del viso e del collo e proseguite verso l'esterno.
Esistono poi le creme idratanti autoabbronzanti che scuriscono molto più gradatamente. Io le ho usate molto l'anno scorso e devo dire che ho ottenuto un discreto risultato. Certo, il colore è molto più tenue, ma per i miei standard poteva andare e mi sento di consigliarvelo spassionatamente. Ci sono versioni sia viso che corpo a prezzi più che ragionevoli ed è una buona spesa per questo periodo. E non dimentichiamo il make-up! Ottime le terre in colori dorati da applicare sulle guance, i lati del naso, palpebre e collo. scegliete sempre prodotti privi si siliconi perchè col caldo impediscono alla pelle di respirare e possono facilitare la formazione di piccoli brufoletti. Poche, semplici regole e non potete sbagliare, sarete le più belle.
Occhio e a presto
La Fragola Matta
Questi prodotti contengono una sostanza che colora gradualmente la pelle senza attivare però la melanina e quindi senza fornire una protezione ovemai ci si mettesse al sole. Ecco perchè è in ogni caso necessario usare protezioni solari come se si fosse bianche! Per usare al meglio gli autoabbronzanti è necessaria una procedura precisa, così da non trovarsi con un colorito poco uniforme o con antiestetiche macchie. E vediamo come funziona:
- innanzitutto, esfoliare bene specie gomiti e ginocchia. Evitate gli esfolianti oleosi perchè possono interagire con l'autoabbronzante e vanificare tutto. Lo scopo è di rendere la pelle molto liscia, in modo da permettere all'autoabbronzante di essere efficace.
- applicare il prodotto. Usate dei guanti perchè le mani possono rimanere macchiate e iniziate sempre dai piedi risalendo verso il collo. Le formule in commercio sono molte; io trovo particolarmente comode quelle in mousse. Poi aspettate che si asciughi bene prima di rivestirvi (niente fretta, mi raccomando!) e, se proprio volete accelerare un po' le cose, usate il phon a calore moderato.
- idratate!! Più la pelle è idratata, più a lungo reggerà l'effetto dell'autoabbronzante e avrà un aspetto sano. Se poi volete davvero esagerare, usate un olio o una crema con particelle luminose e sembrerete delle dee.
Non dimenticate collo e viso; valgono le stesse precauzioni usate per il corpo, ma non gli stessi prodotti perchè la pelle del viso è molto più sottile e delicata. Due regole fondamentali: non idratare prima di mettere l'autoabbronzante perchè può diluire il colore e non usare creme che contengono retinolo o alfaidrossiacidi perchè interferiscono con i pigmenti. Iniziate dal centro del viso e del collo e proseguite verso l'esterno.
Esistono poi le creme idratanti autoabbronzanti che scuriscono molto più gradatamente. Io le ho usate molto l'anno scorso e devo dire che ho ottenuto un discreto risultato. Certo, il colore è molto più tenue, ma per i miei standard poteva andare e mi sento di consigliarvelo spassionatamente. Ci sono versioni sia viso che corpo a prezzi più che ragionevoli ed è una buona spesa per questo periodo. E non dimentichiamo il make-up! Ottime le terre in colori dorati da applicare sulle guance, i lati del naso, palpebre e collo. scegliete sempre prodotti privi si siliconi perchè col caldo impediscono alla pelle di respirare e possono facilitare la formazione di piccoli brufoletti. Poche, semplici regole e non potete sbagliare, sarete le più belle.
Occhio e a presto
La Fragola Matta
venerdì 25 maggio 2012
Capelli belli al sole
Ciao a tutte! Andrete al mare in estate? E state già approfittando delle belle giornate per abbronzarvi un po'? Se la risposta è si, allora sappiate che, come proteggete la vostra pelle (lo fate, vero?), così dovete proteggere anche i vostri capelli. Anche se la parte vitale è il bulbo, il fusto subisce quotidianamente gli stress ambientali e col tempo può presentare danni più o meno gravi, specie in estate, quando gli shampoo sono più frequenti e il sole aumenta il processo di photoaging.
Inoltre, studi recenti mostrano che molti melanomi si stanno sviluppando sul cuoio capelluto perchè giriamo sempre con la testa scoperta e non ci preoccupiamo troppo dei raggi solari, specie di quelli UVA che non scottano la pelle e sono pericolosissimi. Io non ne avevo idea e questa tendenza è molto più evidente nei paesi del Nord Europa, dove lo strato delle nubi fa filtrare maggiormente i raggi UVA e dove si espongono di più (comprensibile, hanno inverni freddissimi) con protezioni basse perchè si pensa che la latitudine non favorisca danni alla pelle. E invece bisogna stare sempre all'erta, ovunque ci si trovi, specie nelle ore centrali della giornata.
I capelli non reagiscono allo stesso modo ai raggi del sole. Quelli scuri sono naturalmente protetti dalla melanina e quindi possono sopportare uno stress maggiore, proprio come la pelle.Ma anche loro devono essere protetti! Il primo rimedio è semplice e di natura "fisica": quando il sole picchia, un bel cappello, che ripara anche il viso ed è sempre elegante. Solo, mi raccomando, sceglietelo sempre di tessuto traspirante: cotone a trama larga o paglia, niente foulards o bendane. Questo perchè se la cute non riesce a traspirare e quindi a disperdere il calore che si accumula sotto il cappello, l'effetto dei danni causati da sole e caldo è triplicato e tanto vale non mettersi niente. Visto che non è possibile mettere la crema solare sul cuoio capelluto, vanno bene anche i prodotti spray protettivi, a patto che non ci siano siliconi, o una bella emulsione di olio (oliva, mandorla, karitè, riso, fate voi) e acqua da vaporizzare per creare una guaina che avvolga il fusto del capello e ne rallenti la disidratazione. Poi, a fine giornata, uno shampoo delicato (se li lavate tutti i giorni, usatelo comunque diluito, i prodotti lavanti sono sempre un po' aggressivi) euna maschera almeno a giorni alterni. Se avete voglia di spignattare un po', vi consiglio quella allo yoghurt e cacao in polvere (non la mangiate, golosone!) o miele o olio, da tenere una mezz'ora e sciacquare. Così l'estate vi regalerà solo i suoi benefici ed eviterete sia lo sbiadimento (specie se li tingete) che la disidratazione.
Occhio e a presto
La Fragola Matta
Inoltre, studi recenti mostrano che molti melanomi si stanno sviluppando sul cuoio capelluto perchè giriamo sempre con la testa scoperta e non ci preoccupiamo troppo dei raggi solari, specie di quelli UVA che non scottano la pelle e sono pericolosissimi. Io non ne avevo idea e questa tendenza è molto più evidente nei paesi del Nord Europa, dove lo strato delle nubi fa filtrare maggiormente i raggi UVA e dove si espongono di più (comprensibile, hanno inverni freddissimi) con protezioni basse perchè si pensa che la latitudine non favorisca danni alla pelle. E invece bisogna stare sempre all'erta, ovunque ci si trovi, specie nelle ore centrali della giornata.
I capelli non reagiscono allo stesso modo ai raggi del sole. Quelli scuri sono naturalmente protetti dalla melanina e quindi possono sopportare uno stress maggiore, proprio come la pelle.Ma anche loro devono essere protetti! Il primo rimedio è semplice e di natura "fisica": quando il sole picchia, un bel cappello, che ripara anche il viso ed è sempre elegante. Solo, mi raccomando, sceglietelo sempre di tessuto traspirante: cotone a trama larga o paglia, niente foulards o bendane. Questo perchè se la cute non riesce a traspirare e quindi a disperdere il calore che si accumula sotto il cappello, l'effetto dei danni causati da sole e caldo è triplicato e tanto vale non mettersi niente. Visto che non è possibile mettere la crema solare sul cuoio capelluto, vanno bene anche i prodotti spray protettivi, a patto che non ci siano siliconi, o una bella emulsione di olio (oliva, mandorla, karitè, riso, fate voi) e acqua da vaporizzare per creare una guaina che avvolga il fusto del capello e ne rallenti la disidratazione. Poi, a fine giornata, uno shampoo delicato (se li lavate tutti i giorni, usatelo comunque diluito, i prodotti lavanti sono sempre un po' aggressivi) euna maschera almeno a giorni alterni. Se avete voglia di spignattare un po', vi consiglio quella allo yoghurt e cacao in polvere (non la mangiate, golosone!) o miele o olio, da tenere una mezz'ora e sciacquare. Così l'estate vi regalerà solo i suoi benefici ed eviterete sia lo sbiadimento (specie se li tingete) che la disidratazione.
Occhio e a presto
La Fragola Matta
domenica 13 maggio 2012
una buona notizia, una probabile bufala e un consiglio
Ciao a tutte! Qualcuna si è lanciata nel cowash? La mia amica continua a dirne meraviglie, quindi mi devo fidare. Nel frattempo, io ho sbirciato un pò in giro e vi offro il risultato della mia "pesca".
Cominciamo con una buona notizia. Ricordate la stiratura brasiliana? Ne avevamo parlato malissimo perchè piena di formaldeide e si sapeva che in America era sotto osservazione per i possibili effetti sulla salute. Ebbene, il prodotto è stato definitivamente ritirato dal mercato e sostituito con un tipo nuovo che si chiama Brazilian Blowout Zero. Secondo i produttori, lo Zero sta a significare la totale assenza di formaldeide, tanto che i parrucchieri possono usarlo senza guanti e la stiratura si otterrebbe con un derivato dell'acido glicolico. Non ho ancora avuto modo di verificare gli ingredienti; spero che oltre alla formaldeide abbiano anche diminuito la mostruosa quantità di silicone che conteneva. Comunque, visto che vantano una maggiore naturalità del prodotto, deve essere più o meno così o passerebbero guai seri con le associazioni di consumatori. Speriamo bene.
Una presunta (finchè non vedo la lista degli ingredienti voglio concedere il beneficio del dubbio) bufala riguarda invece un prodotto antirughe di una famosa marca francese che porta il nome di uno stilista che si vanta di usare cellule staminali per combattere l'invecchiamento cutaneo. Io proprio non riesco a fidarmi. Quando si leggono i claim di queste creme c'è sempre un piccolo asterisco accanto alla dicitura antirughe che dice "dello strato superficiale della pelle"; quindi che c'entrano le staminali? Se davvero avessero qualcosa a che fare con l'azione antirughe dovrebbero essere prescritte sotto rigoroso controllo medico, non certo disponibili in profumeria. E, ancora una volta, dimenticano (o vogliono farci dimenticare) che l'invecchiamento è scritto nei geni e non c'è crema che tenga. Quindi, quella crema non merita la nostra attenzione nè i nostri soldi (e potete scommetterci che è cara).
Infine, un consiglio ora che comincia a fare più caldo. Mi hanno detto che per lavare meglio i capelli un buon trucco è aggiungere un cucchiaino di bicarbonato allo shampoo. Assorbe il grasso in eccesso, fa una schiuma più morbida e i capelli restano soffici e brillanti più a lungo. Sono convinta che ci sia un fondo di verità perchè l'ossigeno sprigionato dal bicarbonato lava bene anche altre cose, quindi penso si possa provare tranquillamente. E in estate, quando si suda tanto e i capelli soffrono molto il caldo, può essere una soluzione da non sottovalutare. Chi lo usa ne parla un gran bene. Ovviamente non è molto adatto a chi ha i capelli secchi e non bisogna eccedere nelle dosi. Se qualcuna osa, fatemi sapere come va.
Occhio e a presto
La Fragola Matta
Cominciamo con una buona notizia. Ricordate la stiratura brasiliana? Ne avevamo parlato malissimo perchè piena di formaldeide e si sapeva che in America era sotto osservazione per i possibili effetti sulla salute. Ebbene, il prodotto è stato definitivamente ritirato dal mercato e sostituito con un tipo nuovo che si chiama Brazilian Blowout Zero. Secondo i produttori, lo Zero sta a significare la totale assenza di formaldeide, tanto che i parrucchieri possono usarlo senza guanti e la stiratura si otterrebbe con un derivato dell'acido glicolico. Non ho ancora avuto modo di verificare gli ingredienti; spero che oltre alla formaldeide abbiano anche diminuito la mostruosa quantità di silicone che conteneva. Comunque, visto che vantano una maggiore naturalità del prodotto, deve essere più o meno così o passerebbero guai seri con le associazioni di consumatori. Speriamo bene.
Una presunta (finchè non vedo la lista degli ingredienti voglio concedere il beneficio del dubbio) bufala riguarda invece un prodotto antirughe di una famosa marca francese che porta il nome di uno stilista che si vanta di usare cellule staminali per combattere l'invecchiamento cutaneo. Io proprio non riesco a fidarmi. Quando si leggono i claim di queste creme c'è sempre un piccolo asterisco accanto alla dicitura antirughe che dice "dello strato superficiale della pelle"; quindi che c'entrano le staminali? Se davvero avessero qualcosa a che fare con l'azione antirughe dovrebbero essere prescritte sotto rigoroso controllo medico, non certo disponibili in profumeria. E, ancora una volta, dimenticano (o vogliono farci dimenticare) che l'invecchiamento è scritto nei geni e non c'è crema che tenga. Quindi, quella crema non merita la nostra attenzione nè i nostri soldi (e potete scommetterci che è cara).
Infine, un consiglio ora che comincia a fare più caldo. Mi hanno detto che per lavare meglio i capelli un buon trucco è aggiungere un cucchiaino di bicarbonato allo shampoo. Assorbe il grasso in eccesso, fa una schiuma più morbida e i capelli restano soffici e brillanti più a lungo. Sono convinta che ci sia un fondo di verità perchè l'ossigeno sprigionato dal bicarbonato lava bene anche altre cose, quindi penso si possa provare tranquillamente. E in estate, quando si suda tanto e i capelli soffrono molto il caldo, può essere una soluzione da non sottovalutare. Chi lo usa ne parla un gran bene. Ovviamente non è molto adatto a chi ha i capelli secchi e non bisogna eccedere nelle dosi. Se qualcuna osa, fatemi sapere come va.
Occhio e a presto
La Fragola Matta
domenica 29 aprile 2012
Le meraviglie del cowash
Ciao a tutte! Avete mai sentito parlare del cowash? Pare faccia meraviglie per i capelli secchi e stopposi, specie se si è costretti a lavarli spesso (come capita con la stagione calda). E ho deciso di indagare e saperne di più.
Il cowash non è altro che il lavaggio dei capelli con il balsamo invece che con lo shampoo. Probabilmente non sapete che anche nel balsamo sono presenti tensioattivi, ma sono di tipo cationico, quindi si attaccano meglio alla superficie dei capelli. Questo è il motivo per cui anche risciacquandolo resta una patina che li avvolge, ma questo è anche il motivo per cui, paradossalmente, riescono a veicolare meglio lo sporco senza stressarli. E' quindi possibile usare il balsamo anche al posto dello shampoo (spesso pieno di tensioattivi aggressivi) e se ne beneficeranno in particolar modo i capelli secchi, ma anche i capelli a tendenza grassa, non subendo l'effetto rebound causato da alcuni prodotti molto forti, possono trovare un pò di sollievo e normalizzarsi. Ovviamente ci sono delle accortezze da rispettare.
Tanto per cominciare, il balsamo deve essere rigorosamente SENZA SILICONI, altrimenti li sporcherete invece di pulirli. Se ne deve usare molto di più dello shampoo e massaggiare a lungo. Il risciacquo deve essere molto prolungato per togliere tutti i residui e qua al limite potremmo storcere un pò il nostro bel nasino perchè lo spreco d'acqua è notevole. Se si vuole un lavaggio più energico si può aggiungere dello zucchero nella proporzione 1:2 (1 parte di zucchero per 2 di balsamo) così da esfoliare leggermente capelli e cute e liberarli da impurità e cellule morte.
Io non ci ho ancora provato perchè ai miei capelli corti non serve, ma ho un'amica con capelli ricci e grassi che, partita scettica, ora ne è entusiasta. A me sembra una buona alternativa allo shampoo perchè spesso le formulazioni dei prodotti lavanti non sono molto delicati e ci si può ritrovare con i capelli stopposi su cui bisogna mettere quintali di balsamo, appunto. Quindi, perchè non tentare? Specie durante la stagione estiva, quando si lavano i capelli tutti i giorni e sole e mare (o piscina) si mettono insieme per inaridirli, il cowash può dare sollievo. Se provate, fatemi sapere come è andata. Solo, ricordate di leggere bene l'etichetta del balsamo per assicurarvi che non ci sia nessun tipo di silicone. Leggete tutti gli ingredienti, fino alla fine!
Occhio e a presto
La Fragola Matta
Il cowash non è altro che il lavaggio dei capelli con il balsamo invece che con lo shampoo. Probabilmente non sapete che anche nel balsamo sono presenti tensioattivi, ma sono di tipo cationico, quindi si attaccano meglio alla superficie dei capelli. Questo è il motivo per cui anche risciacquandolo resta una patina che li avvolge, ma questo è anche il motivo per cui, paradossalmente, riescono a veicolare meglio lo sporco senza stressarli. E' quindi possibile usare il balsamo anche al posto dello shampoo (spesso pieno di tensioattivi aggressivi) e se ne beneficeranno in particolar modo i capelli secchi, ma anche i capelli a tendenza grassa, non subendo l'effetto rebound causato da alcuni prodotti molto forti, possono trovare un pò di sollievo e normalizzarsi. Ovviamente ci sono delle accortezze da rispettare.
Tanto per cominciare, il balsamo deve essere rigorosamente SENZA SILICONI, altrimenti li sporcherete invece di pulirli. Se ne deve usare molto di più dello shampoo e massaggiare a lungo. Il risciacquo deve essere molto prolungato per togliere tutti i residui e qua al limite potremmo storcere un pò il nostro bel nasino perchè lo spreco d'acqua è notevole. Se si vuole un lavaggio più energico si può aggiungere dello zucchero nella proporzione 1:2 (1 parte di zucchero per 2 di balsamo) così da esfoliare leggermente capelli e cute e liberarli da impurità e cellule morte.
Io non ci ho ancora provato perchè ai miei capelli corti non serve, ma ho un'amica con capelli ricci e grassi che, partita scettica, ora ne è entusiasta. A me sembra una buona alternativa allo shampoo perchè spesso le formulazioni dei prodotti lavanti non sono molto delicati e ci si può ritrovare con i capelli stopposi su cui bisogna mettere quintali di balsamo, appunto. Quindi, perchè non tentare? Specie durante la stagione estiva, quando si lavano i capelli tutti i giorni e sole e mare (o piscina) si mettono insieme per inaridirli, il cowash può dare sollievo. Se provate, fatemi sapere come è andata. Solo, ricordate di leggere bene l'etichetta del balsamo per assicurarvi che non ci sia nessun tipo di silicone. Leggete tutti gli ingredienti, fino alla fine!
Occhio e a presto
La Fragola Matta
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