venerdì 16 novembre 2012

Facce da film (in tutti i sensi...)

Ciao a tutte! Sfogliando le riviste che hanno anche una sezione beauty capita di leggerne di tutti i colori e la sensazione che si prova, passato il primo momento di stupore o di ilarità, è che davvero chi produce cosmetici o ha una bassissima opinione della nostra intelligenza, o è un buontempone in vena di burle, o è profondamente disonesto. Giudicate voi quale di queste possibilità si applica meglio al caso che sto per raccontarvi.
In Giappone (paese che si è macchiato e si macchia di gravi reati contro l'ambiente e che per questo andrebbe boicottato a prescindere) è stata lanciata, pare con successo, l'ennesima crema che promette miracoli sulla pelle e il classico effetto "anni in meno" (che poi, se uno ci pensa, chi vorrebbe anni in meno? Sicuramente meglio anni in più, no? Quindi questo slogan è semanticamente una boiata). L'imbonitore è stavolta nientedimeno che la Fujifilm, si, avete capito bene, quella che produce (o meglio, produceva) pellicole fotografiche, videocassette, film in generale. Sentite la loro genialata: le pellicole sono fatte di un supporto di plastica su cui viene messo del collagene e dei fissatori del colore o del bianco/nero che devono durare nel tempo impedendo che la pellicola si ossidi all'aria. Quindi perchè non usare questa tecnica per produrre una crema che sia idratante e antiossidante?
Ora, io non vorrei rovinare la festa a nessuno, ma a me non pare proprio che la nostra pelle e un supporto sintetico siano la stessa cosa. Inoltre, sostenere come fanno loro che queste creme possano addirittura stimolare la produzione di collagene, è chimicamente una cretinata, perchè, come abbiamo già visto, solo il DNA può stabilire quanto collagene produrre e, a tutt'oggi, non c'è modo di intervenire cosmeticamente sui nostri geni (e per fortuna, aggiungo io). Vero è che nel mix di ingredienti c'è anche un estratto di un'alga locale che pare sia piena di vitamine (come tutte le alghe, direi); ma, tenuto conto di quanto sia inquinato il mare del Giappone, e del fatto che le alghe filtrano, trattenendoli, gli inquinanti, a me non pare una buona idea strombazzare questo dettaglio.
Insomma, secondo me è andata così: il signor Fuji ha cominciato a guadagnare di meno con 'avvento delle macchine fotografiche digitali e dei DVD e gli è preso il panico. Si è detto: come diavolo posso fare a continuare ad ammucchiare soldini? Ci deve essere qualcosa che non smette mai di tirare sul mercato e che mi consenta di riciclare i bottiglioni di schifezze chimiche (testate su poveri animali innocenti, non dimentichiamo) che mi sono rimasti sul groppone. Ed ecco l'illuminazione: la bellezza!! Migliaia di donne di tutto il mondo pronte ad abboccare all'amo della pubblicità, specie se ben confezionata, e ad aprire il loro portafogli per cercare di ringiovanire il corpo invece del cervello. Vi dico solo questo: la cremina gel contorno occhi costa 82 euro e non è neanche il prodotto più caro della linea. Vi prego, se vi capita di vedere questi prodotti (nome commerciale Astalift, tra l'altro cacofonico da morire), visto che pare che stia per sbarcare anche da noi, date uno schiaffo morale al signor Fiji e mostratevi più intelligenti di chi ci casca: valete molto, molto di più di una bieca manovra di marketing per spillarvi denaro. Lasciateli sullo scaffale e fatevi una bella risata: produrrete un sacco di endorfine che - quelle si - rendono la pelle più bella.
Occhio e a presto
La Fragola Matta

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